Il Clan e i politici toscani: conversando con... Marco Perduca

Continua il viaggio del Clan Libertario "Filippo Mazzei" all'interno del cosmo politico toscano attraverso le interviste ad esponenti dei diversi schieramenti che negli anni si sono distinti per le loro prese di posizione in senso liberale. Ringraziando i politici che ci hanno concesso il loro tempo, ribadiamo che pubblicare non significa automaticamente condividere le parole degl'intervistati, nonostante ci si astenga dai commenti, e che il Clan è e resterà indipendente da tutti i partiti politici.

E' il turno di Marco Perduca, membro del Partito Radicale Transnazionale e segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista, eletto al Senato della Repubblica nell'aprile 2008 nelle fila del Partito Democratico all'interno della delegazione Radicale nel PD.
Per ulteriori informazioni sull'attività politica di Perduca rimandiamo al suo blog, molto puntuale e aggiornato con buona regolarità: http://perdukistan.blogspot.com.

Senatore Perduca, lei fa parte del Partito Radicale: ci spieghi brevemente cosa significhi oggi essere radicali.
Innanzitutto chiariamo che essere Radicali vuol dire avere la tessera annuale del Partito Radicale, cioè aderire annualmente a un partito -senza disciplina - che attraverso le mozioni dei suoi congressi fissa obiettivi puntuali. Quindi chiunque può far parte del Partito Radicale indipendentemente dalle convinzioni e dalle militanze politiche.

I Radicali sono famosi per le loro accese battaglie sulle cosiddette "libertà civili", nel corso delle quali si parla spesso dello "Stato laico" come unico possibile garante dei diritti individuali. Da libertari sanamente scettici nei confronti di qualsiasi forma di Stato, sia esso laico o teocratico, le chiediamo: non si rischia di combattere per la forma anziché per la sostanza? Per essere più chiari: il proibizionismo dei cattolici è differente da quello dei salutisti laici? Possibile che l'8 per mille sia più importante del restante 992?
Diciamo che teoricamente si potrebbe essere d'accordo con l'inutilità di un'amministrazione centrale, anche quella condominiale, perche nessuno meglio dell'individuo può badare ai propri interessi che l'individuo stesso. Teoricamente. Dal momento però in cui si vive assieme ad altri, molti altri, che non sempre abbiamo scelto come vicini o compagni di strada, si pone il problema di trovare la forma migliore per poter garantire il godimento di quei diritti civili che col tempo gli individui hanno voluto e saputo codificare nel tentativo di tutelarsi dallo "stato". L'aggettivo laico è quindi relativo al comportamento dello "stato" non alla sua connotazione "non religiosa", laicamente lo "stato" deve applicare leggi che limitino la libertà individuale, anche quella dello "stato", ogni qual volta questa invada la libertà di un altro individuo. Perché questo meccanismo possa funzionare, è necessario finanziarlo. Certo, ma anche qui torniamo alla teoria, in democrazia il cittadino dovrebbe essere poter messo in condizione di eleggere i propri legislatori e governanti, confermandoli o cambiandoli, anche in base ai risultati da loro ottenuti nell'affermazione delle libertà individuali col danaro "pubblico".

Lei è stato eletto Senatore nel corso delle ultime elezioni politiche: quali sono le iniziative che ha intrapreso in questi primi mesi in parlamento, e quale tra queste potrebbe essere considerata il suo "fiore all'occhiello" da un punto di vista liberale? Cosa intende fare per la Toscana, visto che è stato eletto nella nostra circoscrizione?
Premesso che ai cittadini del collegio toscano e' stata data la possibilità della ratifica di una decisione presa da capi di partito e che quindi né io, né i miei colleghi eletti in Toscana agiamo in un regime in cui il territorio possa beneficiare delle iniziative di un singolo parlamentare, mi risulta difficile parlare di fiori all'occhiello relativamente alla lotta politica; credo però che l'iniziativa, e per certi versi anche il successo, più significativo sia stato l'aver posto con la nonviolenza, l'iniziativa politica e parlamentare il rispetto della legalità costituzionale contro il boicottaggio dell'istituzione della Commissione di vigilanza sulla RAI e la non elezione del giudice della Corte Costituzionale. Non solo si è riusciti a far eleggere il giudice, tra l'altro l miglior giudice possibile (ma non era questo il nostro obiettivo), ma credo che in parte si sia posto fine a una vacatio che durava da 18 mesi, aprendo qualche contraddizione tra i Partiti politici. Adesso bisognerebbe tentare di fare altrettanto su questioni regionali. Vivendo a Roma ho poco il polso della situazione locale, ma marco.perduca@senato.it è a disposizione di segnalazioni e suggerimenti.

Il filosofo libertario Lysander Spooner sosteneva che "i vizi non sono crimini", perchè sono quelle azioni con le quali un uomo danneggia se stesso o i suoi averi, e non la persona o gli averi di un altro. Spesso i limiti fra l'una e l'altra tipologia di azioni sono però estremamente labili: ritiene utili i nuovi limiti alcolemici che il Governo vorrebbe introdurre a breve? Come conciliare la libertà di bere un bel bicchiere di Chianti con la sicurezza invocata a gran voce da chi teme, per sé e per i propri figli, le oramai famigerate "stragi del sabato sera"?
Perché ci sono le stragi del sabato sera? Ma non eravamo in emergenza stupri dei rumeni? Non credo che le varie emergenze che vengono imposte a reti unificate siano in realtà tali - dati alla mano sarebbero infatti tutte facilmente smontabili, ad averne l'opportunità - credo però che comportamenti che possano avere delle ripercussioni, dirette o indirette, volontarie o involontarie, su altri debbano essere regolamentate nel tentativo di ridurre i danni arrecabili all'altro e, credo, a se stessi, specie se ci son di mezzo sostanze che alterano percezioni e riflessi.

Veniamo alle "libertà economiche", a cui noi libertari teniamo molto ma che purtroppo in Parlamento sembrano trovare sempre meno sostenitori: in un tempo dove a farla da padrone sembra essere il pensiero neokeynesiano, i radicali si considerano ancora liberisti?
I Radicali non si considerano, né proclamano, liberali, liberisti e libertari, si pongono degli obiettivi di riforma che possano consentire un godimento regolamentato delle varie libertà individuali tra le quali, naturalmente, vi sono anche quelle economiche. Ci tengo però a sottolineare come il liberismo sia politica economica e non economia politica, si tratta quindi, paradossalmente, di andar contro il laissez faire, tanto quanto il collettivismo, perché entrambi alla merce' dell'abuso delle posizioni dominanti - vuoi le grandi multinazionali, vuoi lo "stato" - che non può che andare contro gli interessi del cittadino.

Noi riteniamo che uno dei principali motivi per cui l'Italia si sta trasformando in un paese "in via di sottosviluppo" sia l'eccessivo carico fiscale: è d'accordo?
No. Il degrado italiano è frutto della mancanza della certezza del diritto. La gravità della pressione fiscale è una variabile dipendente dall'efficacia della legge, una legge che deve garantire il pieno, o quanto più pieno, godimento dei diritti civili.

Cosa pensa della flat tax? Crede che sarebbe applicabile in Italia?
In una prospettiva di riforma federalista a tutto tondo, quindi tanto politica quanto fiscale, credo che il problema "tasse" possa essere affrontato in termini più liberali (prammatici?) che "ideologici". Per questi motivi ritengo che oggi la flat tax non possa essere neanche proposta in Italia; chi lo fa, o lo farebbe, dimostra scarsa attenzione alla complessità del contesto italiano che, ricordiamolo, abbisogna di una enorme attenzione al debito pubblico accumulato da 40 a questa parte. Altro che flat tax!

Ci avviamo alla conclusione di questa conversazione: c'è qualcosa di cui si è pentito nel corso della sua carriera politica e che, se potesse tornare indietro nel tempo, non rifarebbe?
Questa intervista ;-)
Scherzo! Forse avrei potuto fare meglio molte delle cose che ho fatto, spero di avere il tempo e l'occasione di recuperare. Magari dalla prossima intervista.

3 commenti:

Lightwind

23 febbraio 2009 23:39

Mi sento di muovere una piccola critica all'intitolazione di questa intervista. Il sen. Perduca è stato eletto con il PD. E' un senatore radicale, ma è stato eletto, lo ripeto, con i voti di un largo elettorato socialista, democratico, cattolico, postcomunista.
Un caro saluto!

Tommaso Lorenzi

24 febbraio 2009 02:24

Che Perduca sia stato eletto nel PD lo abbiamo specificato nell'introduzione. D'altra parte non esiste vincolo di mandato, quindi il radicale ha tutto il diritto di essere tale in parlamento, pur se eletto coi voti di cattocomunisti o cattofascisti.

Carmelo Impusino

30 luglio 2009 21:58

Credo che Perduca non ricordi bene lo statuto radicale ( che ai primissimi articoli definsce il partito come liberale, liberista e libertario). Mi è parso molto impreciso e confuso in questa intervista.

Salutoni, Carmelo Impusino

www.carmeloimpusino.com